Museo Archeologico Nazionale

Il territorio dell’attuale provincia di Mantova si presenta con uno dei piu’ ricchi da un punto di vista archeologico della Lombardia.
Le testimonianze del passato,soprattutto della preistoria sono custodite nel Museo Archeologico Nazionale in piazza Castello.
L’antica eta’ del bronzo, con i materiali provenienti dal territorio mantovano testimoniano della ricchezza e vivacita’ di quest’area, occupata da una fitta rete di abitati. Materiali provenienti da varie necropoli etrusche quali quella di valle Prati a Pietole, ove e’ attestato il rito dell’incinerazione,o quella di Roncoferraro, dove invece si riscontra il rito inumatorio, alla Vallona di Ostiglia si e’ ritrovata una delle poche necropoli birituali conosciute.
Con l’eta’ del ferro l’archeologia mantovana si arricchisce di importanti ritrovamenti, che attestano la presenza, fin dal XI sec. a.C. di elementi della cultura veneta in riva sinistra Mincio, con i corredi tombali veneti da Villimpenta.
Nel V secolo a.C  l’abitato del Forcello di Bagnolo San Vito e’ stato un importante centro del territorio etrusco a nord del Po. Dai recenti scavi e dai vecchi ritrovamenti occasionali, provengono non solo ceramiche d’uso comune da mensa e da cucina, sia in impasto che in depurata, ma soprattutto materiali che testimoniano di importazioni dal Mediterraneo
orientale, quali le anfore vinarie ed olearie, la ceramica attica figurata e gli aryballoi policromi in pasta vitrea. Ad essi si affiancano interessanti esempi di piccola plastica votiva di ambiente etrusco-padano.
Nell’area Archeologica di Valdaro sono stati trovati nel 2007 in una sepoltura etrusca neolitica i cosiddetti “DUE  AMANTI”. Due corpi di un uomo e una donna abbracciati e  insolitamente inumati in un’unica tomba. Una scoperta questa, davvero eccezionale.
Nel 2009 nella stessa area archeologica e’ stata trovata la tomba del “Cacciatore Orione” con il suo cane Sirio,una testimonianza di un rapporto di fedelta’ e di fiducia  risalente a cinquemila anni fa.
Che si tratti di un cacciatore lo si evince dalle punte e delle frecce lanceolate in selce, e da una lama dello stesso materiale. Il cane, o lupo che fosse, e’ di taglia piccola, probabilmente un cucciolo. Si ricordi il mito greco, naturalmente successivo, secondo il quale Orione bravissimo cacciatore ucciso da Artemide, fu fissato da Zeus per sempre a ricordo, nel cielo con il suo fedele compagno. Che fosse un’usanza quella di seppellire il cacciatore con il suo cane, sacrificando dunque l’animale, non si puo’ sapere. Come non sono ancora note le cause e forse mai lo saranno della morte di entrambi.

I due amanti di Valdaro

Il territorio dell’attuale provincia di Mantova si presenta con uno dei piu’ ricchi da un punto di vista archeologico della Lombardia.

Le testimonianze del passato,soprattutto della preistoria sono custodite nel museo archeologico nazionale in piazza Castello.L’antica eta’ del bronzo,con i materiali provenienti dal territorio mantovano testimoniano della ricchezza e vivacita’ di quest’area,occupata da una fitta rete di abitati.Materiali provenienti da varie necropoli etrusche quali quella di valle Prati a Pietole,ove e’ attestato il rito dell’incinerazione,o quella di Roncoferraro,dove invece si riscontra il rito inumatorio,alla Vallona di Ostiglia si e’ ritrovata una delle poche necropoli birituali conosciute.

Con l’eta’ del ferro l’archeologia mantovana si arricchisce di importanti ritrovamenti,che attestano la presenza,fin dal XI sec. a.C. di elementi della cultura veneta in riva sinistra Mincio,con i corredi tombali veneti da Villimpenta.

Nel V secolo a.C l’abitato del Forcello di Bagnolo San Vito e’ stato un importante centro del territorio etrusco a nord del Po.Dai recenti scavi e dai vecchi ritrovamenti occasionali, provengono non solo ceramiche d’uso comune da mensa e da cucina,sia in impasto che in depurata,ma soprattutto materiali che testimoniano di importazioni dal mediterraneo

Orientale,quali le anfore vinarie ed olearie,la ceramica attica figurata e gli aryballoi policromi in pasta vitrea.Ad essi si affiancano interessanti esempi di piccola plastica votiva di ambiente etrusco-padano.

Nell’area Archeologica di Valdaro sono stati trovati nel 2007 in una sepoltura etrusca Neolitica i cosiddetti “ DUE AMANTI”.Due corpi di un’uomo e una donna abbracciati e insolitamente inumati in un’unica tomba.Una scoperta questa,davvero eccezionale.

Nel 2009 nella stessa area archeologica e’ stata trovata la tomba del “Cacciatore Orione” con il suo cane Sirio,una testimonianza di un rapporto di fedelta’ e di fiducia risalente a cinquemila anni fa.

Che si tratti di un cacciatore lo si evince dalle punte e delle frecce lanceolate.In selce,e da una lama dello stesso materiale.Il cane,o lupo che fosse,e’ di taglia piccola,probabilmente un cucciolo.Si ricordi il mito greco,naturalmente successivo,secondo il quale Orione bravissimo cacciatore ucciso da Artemide, fu fissato da Zeus per sempre a ricordo, nel cielo con il suo fedele compagno.Che fosse un’usanza quella di seppellire il cacciatore con il suo cane,sacrificando dunque l’animale,non si puo’ sapere.Come non sono ancora note le cause e forse mai lo saranno della morte di entrambi.

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